SPUTNIK: L’ODISSEA DEL SOYUZ 2

Attraverso i documenti raccolti da ricercatori e storici, la Sputnik Foundation sta ripercorrendouno dei casi più sorprendenti nella storia dell’esplorazione spaziale. All’epoca gli Stati Uniti el’USSR, in competizione tra loro, erano impegnati in una lotta contro il tempo per la conquistadella luna.
Gli interessi e la pressione politica avevano la priorità rispetto alle certezzetecnologiche.Il 25 ottobre del 1968 dalla base spaziale di Baikonur venne lanciata in orbita il Soyuz 2.
A bordosi trovavano il pilota e cosmonauta colonello Ivan Istočnikov e il cane Kloka. Per ragioni ancoranon chiarite, il cosmonauta scomparve durante la missione. Un malfunzionamento non meglioidentificato fece fallire la manovra di aggancio tra Istočnikov e la navicella spaziale gemella Soyuz3. Alcune ore dopo, quando fu ripristinata la comunicazione con Soyuz 2, la capsula mostrava isegni dell’impatto con un piccolo meteorite e di Istočnikov non vi era più traccia. Che si fossetrattato di incidente o sabotaggio, il Politburo non volle comunque ammettere la sventura di averperso un uomo nello spazio. Secondo la versione ufficiale, il Soyuz 2 era un’astronavecompletamente automatizzata, senza equipaggio a bordo.Eventuali segni della presenza di Istočnikov avrebbero inficiato la credibilità di questa storia,quindi gli archivi vennero manomessi e i documenti occultati. La storia fu riscritta per oscure“ragioni di Stato”. La realtà era andata ben oltre i più strabilianti racconti di fantascienza.Non molto tempo dopo, con la caduta del comunismo e l’avvento della glasnost, i documentivennero desecretati. Molte immagini che descrivevano episodi della vita, dell’addestramento edella missione di Istočnikov vennero alla luce e contribuirono alla ricostruzione di quella catena dieventi, uno straordinario capitolo della storia che tuttora ci appare assolutamente incredibile.


Fontcuberta, in quasi quarant’anni di prolifica attività nel campo della fotografia JoanFontcuberta (Barcellona, 1995) ha sviluppato una ricerca pratica e teorica incentrata sui temiquali rappresentazione, conoscenza, memoria, scienza, verosimiglianza, ambiguità e trompel’oeil,esplorando la dimensione documentaria e narrativa dell’immagine fotografica. Glisono state dedicate personali da istituzioni quali il MoMA (New York, 1988), the Art Institute(Chicago, 1990), IVAM (Valencia, 1992), MNAC (Barcellona,1999), Maison Européenne de laPhotographie (Parigi, 2014), Science Museum (Londra, 2014), Museum für Angewandte Kunst(Francoforte, 2015), Museo de Arte del Banco de la República (Bogotá, 2016).

 

 

 

In data 18 ottobre, il Resto del Carlino ha dedicato un articolo alla mostra.  Scarica il PDF!

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